I veicoli storici esposti

Sotto la tettoia si trovano a destra i veicoli alleati e a sinistra quelli dell’Asse.
Tenendo presente che, per ragioni espositive o di manutenzione, la disposizione dei veicoli all’interno del Museo può spesso subire variazioni, all’inizio del 2003, sotto la tettoia, si trovano i veicoli in seguito elencati.

Il primo veicolo che si incontra è una FIAT 515 trasformata in autocarro per esigenze commerciali dagli Ansaloni negli anni ’30 e conservata ancora con la colorazione originale rossa, nel dopoguerra, infatti, i veicoli ex militari acquistati nel campo ARAR di Livorno vennero riverniciati in rosso con le scritte “Vivai Ansaloni”.

La seconda auto civile esposta è la famosissima FIAT 500 “Topolino”, dipinta in blu con i cerchioni rosso amaranto.
Il terzo veicolo è una motocicletta francese Gnome Rhone, della quale molti esemplari furono impiegati dalla Wehrmacht a seguito della disfatta francese del 1940; accanto ad essa si trova un’altra motocicletta, una Guzzi 500 U provvista di cassone posteriore e quindi operante come motociclo da trasporto.

Il veicolo colorato con un vivace giallo sabbia e con vistose insegne dell’Afrika Korps è un prezioso autocarro Phanomen Granit , mentre l’insolito mezzo dalle ruote metalliche è un trattore Pavesi, dalle interessanti caratteristiche meccaniche.
L’altro veicolo italiano posto accanto al trattore è una camionetta SPA CL 39, ampiamente usata dal Regio Esercito; dopo il piccolo trattore da montagna OM 36, si può osservare una FIAT 522, un veicolo civile sottoposto ad una trasformazione campale in auto ambulanza per esigenze belliche.

La preziosa Alfa Romeo 2500, che si trova poco distante, una volta completamente restaurata, diventerà uno dei pezzi di maggior prestigio della collezione, essendo stata un veicolo dello Stato Maggiore del Maresciallo Graziani in Africa.

Le altre due automobili usate per trasportare ufficiali nel corso del conflitto sono le due FIAT 508 perfettamente restaurate, una colorata giallo sabbia africano, l’altra grigio verde metropolitano.
Gli ultimi tre veicoli dell’Asse sono i due autocarri medi, verniciati in verde, Bianchi Miles e Berna, quest’ultimo completo di croci tedesche, e l’impressionante autocarro pesante FIAT 634, colorato giallo sabbia.

Passiamo ora ai mezzi alleati: il primo è il poderoso anfibio DUKW, conosciuto come “Duck”, basato sulla Meccanica dell’autocarro GMC e ampiamente usato per rifornire le teste di ponte come in Sicilia, ad Anzio o nel Pacifico; poco distante si trova proprio il famoso General Motors a tre assi, conosciuto come “Jimmy” e prodotto 650.000 esemplari nel corso del conflitto.

Gli autocarri pesanti Diamond T e Mack, a differenza del GMC, non furono usati per trasportare rifornimenti, ma per il trasporto di carri armati o munizioni, trainando i carelloni Rogers.
Il mezzo blindato allineato più avanti è la famosa autoblindo semicingolata White M3, usata in tutti i teatri bellici dalle truppe alleate per seguire i carri armati in combattimento: alcuni esemplari sono ancora in servizio presso alcuni eserciti dell’Africa e dell’America Latina. Questo esemplare fu acquistato da Edo nel 1948 all’ARAR di Tombolo.

Tra gli ultimi veicoli troviamo una rara Ford GPA, un piccolo anfibio basato sulla meccanica della Jeep Willys, il cui successo non eguagliò quello del DUKW, a causa della complessa manutenzione richiesta.

Tra la Jeep e la sua versione anfibia si trova un gippone Dodge, conosciuto come “Beep”, il quale costituiva il veicolo ameriano standard intermedio tra il grosso GMC e la piccola Jeep.
Un raro esemplare di veicolo comando Dodge, assai prezioso perché trattasi di un modello prodotto prima dell’inizio del conflitto, esibisce, perfettamente restaurato, le insegne dei Fucilieri Polacchi inquadrati dall’Ottava Armata Britannica.
L’ultimo veicolo esposto è un esemplare di Jeep Ford GPW: la Ford, infatti, costruì su licenza Willys quasi la metà delle 640.000 Jeep prodotte durante la guerra.