L'esterno del Museo

L’ingresso, da via G.Dozza n.24, è segnalato da uno striscione appeso alla rete metallica, e dalla presenza di un mezzo militare, collocato all’interno della recinzione, ma visibile dalla strada.
Dopo aver percorso alcune centinaia di metri di strada sterrata, si nota, sulla destra, il grande padiglione vetrato adibito a serra. Poco più avanti, è necessario girare a destra, e quindi nuovamente a sinistra, trovandosi così davanti alla torre medievale conosciuta come “Torre del Cerro Maggiore”, la costruzione più alta dell’edificio principale.

Alla base della torre si nota un arco con un portone, dal quale si accede ad un cortile interno.
Alla destra della torre si trova la segreteria, il cui ruolo è anche di ricevere i visitatori e di fornire informazioni.
Oltre la siepe, l’edificio prosegue con una rimessa contenente veicoli della collezione di Edo; l’ultima parte della costruzione è adibita a officina.

Di fronte all’officina si erge una grande rimessa in cui si trovano i veicoli destinati al restauro, dietro alla quale se ne trova un’altra, utilizzata anche per l’esposizione di mostre allestite in occasione di manifestazioni .
Uscendo dalla siepe, ci si ritrova nel piazzale, davanti alla tettoia adiacente al fabbricato dei diorami del Memoriale, di cui si parlerà in seguito in dettaglio.

Vicino all’uscita della tettoia è infine esposto un complesso quadrinato Maxson, il quale poteva venire montato anche su autocarri o semicingolati, con funzione antiaerei, di appoggio alle truppe di terra o di difesa di installazioni, in virtù del suo formidabile volume di fuoco.

All’ingresso della tettoia, è stato collocato anche un gruppo elettrogeno americano con motore D8 Caterpillar usato nella II Guerra Mondiale per fornire elettricità ai campi alleati. 
Uscendo dal capannone ci trova nel piazzale con alle spalle la Torre e di fronte il monumento ai caduti, costituito da una struttura rocciosa nella quale sono stati incastrati reperti metallici come bossoli, cassette di munizioni, baionette, fili spinato, ed elmetti americano, inglese e tedesco, per simboleggiare la scritta “ A tutti coloro che in tutte le guerre caddero per la loro idea”, incisa sulla targa.

Ai lati del piccolo monumento si trovano il monumento ai carristi, l’autocarro inglese “Matador”, usato come trattore d’artiglieria, e il carro armato medio standard americano, l’M4 “Sherman”.
Dietro il monumento si stagliano il carro ferroviario che ospita la mostra permanente sulla deportazione verso i campi di sterminio, e la relativa locomotiva a vapore.

Più indietro, verso il bosco, è stata collocata la carrozza cinebar, preposta alla proiezione del filmato di Edo Ansaloni.
Guardando verso il bosco, vicino al monumento, a destra, notiamo una piccola costruzione prefabbricata grigia, usata come ufficio da Arturo, figlio maggiore di Edo; dietro l’ufficio, i in verde scuro ed adottato lo shelter della collezione di radio militari d’epoca di Arturo.

Spostandoci al centro del piazzale, possiamo vedere un bimotore da collegamento italiano degli anni ’70 Piaggio P166M, in buone condizioni. Accanto ad esso si trova anche un unità aeroportuale di rifornimento di combustibile.
Attorno al piazzale sono stati collocati anche diversi pezzi d’artiglieria del periodo bellico: un obice italiano da 75mm, un cannoncino tedesco da 20mm e tre pezzi britannici da 25, 17 e 6 lb.